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SBARCO IN NORMANDIA

SBARCO IN NORMANDIA     Omaha Beach

MISURA     6 MQ      SCALA 1 A 72

PROPRIETA  ASSOCIAZIONE                RESIDENZA MODELLO  SEDE PONTASSIEVE

REALIZZAZIONE     PICCHI LAMBERTO – MERCANTI PIETRO – SIGNORI MAURIZIO

(nome in codice operazione Neptune,) parte marittima della più ampia operazione Overlord) fu una delle più grandi invasioni anfibie della storia, messa in atto dalle forze alleate durante la seconda guerra mondiale per aprire un secondo fronte in Europa, dirigersi verso la Germania nazista e allo stesso tempo alleggerire il fronte orientale, sul quale da tre anni l’Armata Rossa stava sostenendo un aspro confronto contro i tedeschi. L’invasione iniziò nelle prime ore di martedì 6 giugno 1944 (data conosciuta come D-Day in inglese e Jour-J in francese), quando toccarono terra nella penisola del Cotentin e nella zona di Caen le truppe alleate aviotrasportate, che aprirono la strada alle forze terrestri. All’alba del 6 giugno, precedute da un imponente bombardamento aeronavale, le fanterie sbarcarono su cinque spiagge.           Esse si trovavano all’interno di una fascia lunga circa ottanta chilometri sulle coste della Normandia: nel settore statunitense dell’invasione, tre divisioni di fanteria presero terra alle ore 06:30 sulle spiagge denominate Utah e Omaha, mentre nel settore anglo-canadese, un’ora più tardi, altre tre divisioni sbarcarono in altrettante spiagge denominate SwordJuno e Gold. Le truppe che toccarono queste spiagge subirono la reazione nemica, che in diversi settori (soprattutto a Omaha e Juno) fu molto pesante e causò gravi perdite. Dopo essersi attestati sulle spiagge e aver violato le difese del cosiddetto Vallo Atlantico durante lo stesso D-Day, gli uomini sarebbero dovuti avanzare per dirigersi il più velocemente possibile verso obiettivi situati più in profondità (le cittadine di CarentanSaint-Lô e Bayeux) per rafforzare la testa di ponte   e minacciare le vie di rinforzo nemiche.                                   Omaha Beach Le prime imbarcazioni si trovarono a circa 350 metri di distanza dalla spiaggia di Omaha quando i cannoni tedeschi aprirono il fuoco: il bombardamento navale non aveva intaccato nella misura sperata né le opere in cemento armato né le armi tedesche. All’ora H (06:30) i primi LCT scaricarono gli uomini della prima ondata sulla spiaggia, su tutta la spiaggia gli uomini furono accolti da un micidiale fuoco di mitragliatrici e artiglieria; nei settori Dog Green e Fox Green i soldati americani erano completamente esposti al tiro nemico. Questi uomini, già esausti per le lunghe ore in mare e appesantiti dall’equipaggiamento, non appena lasciavano i mezzi da sbarco sprofondavano nell’acqua (spesso più alta di quanto s’aspettavano) e rimanevano bersagli facili per il mitragliamento tedesco, che inflisse perdite elevate alle ondate che via via si presentavano, uccidendo persino alcuni che, ancora, non avevano lasciato le imbarcazioni          Sbarcati spesso in settori sbagliati e presi d’infilata dal tiro dei difensori , i terrorizzati soldati statunitensi rimasero inchiodati tra la scarpata occupata dai tedeschi e il mare, cercando un riparo invece di muovere con decisione verso l’entroterra. Tuttavia alcuni uomini, soldati semplici o sottufficiali, lasciarono la battigia dopo i primi momenti di disorientamento e si gettarono verso la scarpata, che offriva una posizione più defilata dalle mitragliatrici..

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